L'angolo dell'intervista Danilo da Fiumicino: "Sono un grandissimo osservatore ed ho una spiccata fantasia, ma tutto sul tragicomico"

Vi siete mai chiesti cosa succederebbe se uno dei massimi esperti mondiali di "disavventure quotidiane" decidesse di raccontarsi senza filtri? Chi segue la radio o i social, sa già perfettamente di chi parlo. Danilo Contaldo, meglio noto come Danilo da Fiumicino, non è solo un creator: è la voce (e la faccia, spesso rassegnata dietro un parabrezza) di chiunque si sia mai sentito "vittima" del traffico, della burocrazia o, più semplicemente, della vita.
La sua è una carriera solida, che affonda le radici in oltre vent'anni di radio. Dai primi passi come disturbatore telefonico alla consacrazione nel cast del @Trio Medusa a @Radio Deejay, Danilo ha saputo trasformare il suo sguardo "tragicomico" in un marchio di fabbrica. Autore del libro "Roma. Guida per romani, stranieri, scettici e innamorati" e anima del podcast "De Core", è riuscito a dimostrare che dietro la risata sfacciata si nasconde una sensibilità rara e una capacità d'osservazione che non fa sconti a nessuno. Soprattutto a se stesso.
Inseguirlo per questa intervista è stato un piccolo 'dramma' romano in piena regola. Tra impegni a Milano e giga che scarseggiano, lo scambio su Instagram racconta l'uomo dietro il personaggio meglio di mille descrizioni:
Io: "Danilo, ciao! Sono Rosanna, la giornalista 'matta' che vuole riportare i ragazzi a leggere. Sul blog mi chiedono continuamente se sei rimasto bloccato sul Raccordo... mi aiuti in questa battaglia culturale?"
Danilo: "Hai tremendamente ragione."
Dopo avermi inviato l'intervista aggiunge... quasi a scusarsi: "Correggi gli errori, l'ho scritta sul telefono in treno e ho pure mal di testa!"
Io: "Perfetto! Per le foto puoi inviarle qui o via mail."
Danilo: "Foto? Calcola che sto andando a Milano per un lavoro dove mi pagano e non gli ho mandato manco mezza foto!" 😂
Ed eccolo qui, tra un treno e un'emicrania, Danilo ci ha regalato la sua "saggezza de core" in dieci risposte che sono lo specchio perfetto del suo mondo.

1) Danilo, se dovessi descrivere il tuo percorso a chi non ti conosce, useresti più l'immagine di un osservatore dei dettagli o quella di un "compagno di sventura" nei piccoli drammi romani? 
Sono un osservatore di dettagli vittima della vita, pessimista, ironico, che prende la vita molto sul serio e cerca di dissacrare questa difficoltà di vivere facendo ridere le persone!

2) Quando racconti la quotidianità, quanto c’è del tuo sguardo personale e quanto invece è la voglia di dare voce a quello che pensiamo tutti ma non diciamo?
Racconto in modo sarcastico il mio punto di vista oltre alle “disavventure” che mi accadono realmente; sono un grandissimo osservatore ed ho una spiccata fantasia, ma tutto sul tragicomico, anche perché nella realtà io sono goffo e sgraziato e questa mia condizione fisica e caratteriale mi trascina continuamente in piccole tragedie quotidiane.

3) Molti creator sono rimasti legati solo al periodo del lockdown, ma tu sei diventato una presenza costante anche dopo. Secondo te, cos’è che ha spinto le persone a continuare a seguirti con così tanto affetto?
Non per tirarmela o altro, ma io faccio radio da 21 anni ed esistevo molto prima del Covid. Comunque io non mi prefisso nessun obiettivo e non guardo mai i numeri dei like o delle visualizzazioni: sono molto istintivo nella mia attività social, radio e podcast e forse è proprio questo il segreto…boh, io comunque sconsiglio a tutti di seguirmi…😂😂

4) Com’è stato l’incontro con il Trio Medusa? In che modo lavorare con loro a Radio Deejay ha arricchito il tuo modo di comunicare?
Ho iniziato da semplice ascoltatore che li seguiva e disturbava di continuo, poi è nata una collaborazione lavorativa ed una vera e propria amicizia. Io non avevo mai fatto radio e non avevo nessuna intenzione di farla: è stata una casuale magia come un po' tutta la mia vita. Trasmettere e parlare in radio per me è diventata una vera e propria esigenza ed un palco eccezionale dove provare le mie assurdità, battute e dove raccontare le mie disavventure. In più mi pagano pure: cosa volere di più dalla vita?

5) Cosa provi nel passare dalla dimensione solitaria dei tuoi video in macchina al ritmo incalzante della diretta radiofonica nazionale?
Sembrerò ripetitivo ma per me è tutto naturale, non modifico il mio essere in base al mezzo, forse in radio edulcoro leggermente i miei discorsi, ma neanche troppo! 😅

6) Nel tuo libro "Roma. Guida per romani, stranieri, scettici e innamorati", oltre alle risate, c’è un consiglio di "resistenza" che ti senti di dare a chi vive questa città ogni giorno? 
Roma va vissuta e capita: non devi farti strozzare solamente dai problemi che ti mette di fronte altrimenti diventa un inferno. Io l’ho capito da pochi anni e per me questa città è unica: sa darti tanto se riesci a capirla!

7) Con il podcast De Core hai scelto di mostrare un lato più riflessivo. Cosa ti ha spinto a condividere questa parte di te più intima e meno legata alla risata immediata?
Nel podcast non ho filtri né limiti, riesco a tirare fuori Veramente la mia essenza, che poi non è solo "cazzona" ma ha anche una certa sensibilità. Io sono una persona "De Core" nel vero senso della parola!

8) Il mio blog cerca di avvicinare i ragazzi alla lettura e alla scrittura: secondo te, in un mondo fatto di video rapidi, scrivere e leggere sono ancora strumenti validi per capire e raccontare la realtà?
Sono fondamentali soprattutto perché la lettura è una delle poche cose che ti fa veramente usare il cervello, rallentando ritmi e tempi e ti permette di sognare, creare, fantasticare. Il problema è che tutta questa velocità ci ha reso meno pazienti e trovare tempo e concentrazione per leggere è molto difficile.

9) Oggi la pressione dei social spinge a pubblicare continuamente. Tu come riesci a proteggere la tua creatività senza farti condizionare dall’ansia di dover esserci per forza?
Purtroppo sono una vittima dei social: passo tantissimo tempo sul telefono con la scusa del “sto lavorando”, perdo tempo e in più ho l’ansia di pubblicare, creare, postare e molte volte non riesco a godermi i risultati. Purtroppo è un problema che dovremmo tutti affrontare seriamente.

10) Chiudiamo con un piccolo esercizio di scrittura creativa
Situazione: sabato pomeriggio, fila infinita alla cassa e un cliente che discute per un buono scaduto. Ci regali un breve monologo "alla Danilo" su questa scena di ordinaria follia?
Già mi hai fatto 10 domande ora pure un monologo gratuito? Strano che ancora non ti ho risposto male….😅😅
Comunque quando si parla di buoni si deve rispondere solo in modalità “Sora Lella!” T’è scaduto er buono? Te la pii n’der c***!

Ciao a tutti!

Se Danilo, tra un raccordo e l'altro, trova il tempo di dirci che leggere ci salva il cervello, forse è il caso di dargli retta (anche per non farlo arrabbiare troppo!).

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