L'angolo dell'intervista Davide Papasidero: "Una voce deve dire qualcosa, a livello emotivo principalmente, deve avere una personalità, una storia da raccontare, un percorso di vita, un significato"

​Si può restare dei sognatori dopo aver sfidato i riflettori dei grandi palchi televisivi e trasmettere la propria passione?
Oggi ho il piacere di ospitare Davide Papasidero, un artista che ha vissuto la musica da prospettive uniche. Il suo percorso lo ha portato a calcare palcoscenici di grande prestigio, affrontando con coraggio la sfida di X Factor sia in Italia che nel Regno Unito, un'esperienza internazionale che ha forgiato il suo carattere e la sua visione artistica.
Mi ha colpito subito la sua capacità di unire una preparazione tecnica rigorosa a una sensibilità non comune. La sua doppia esperienza internazionale e il suo attuale impegno come vocal coach insegnano che il successo non è un colpo di fortuna, ma un cammino fatto di studio, pazienza e una profonda onestà verso se stessi. In questa chiacchierata, Davide mi ha aperto le porte del suo mondo, dove la musica è fatta di tenacia, colori caldi e, soprattutto, tanto cuore.
Ecco cosa mi ha raccontato.

1) Ciao Davide! Racconta chi sei a chi ancora non ti conosce descrivendoti con tre parole. 
È difficilissimo! Ma direi: tenace, sognatore, creativo. 

2) Hai vissuto grandi palchi come X Factor. Qual è la strada per costruire un percorso solido senza cadere nella presunzione e avendo la pazienza di aspettare il proprio momento?
La strada è sicuramente quella dell’umiltà, dello studio, della disciplina, del sacrificio, e dell’autocontrollo, senza mai andare a fare pensieri esagerati, ma tenendo saldamente i piedi per terra!

3) Oggi insegni a cantare. In che modo riesci a far superare le paure dei tuoi studenti e ad aiutarli a trovare il loro vero talento?Mettendomi nei loro panni, cercando di vivere le loro passioni, le loro paure, le loro insicurezze, e facendogli capire che spesso sono dei blocchi che ci creiamo da soli. In generale, cerco di fargli eliminare completamente ogni limite e giustificazione mentale in modo tale che possano realizzare molto di più di quello che pensano di non poter fare. 

4) Che caratteristiche deve avere una voce per funzionare oggi? Se pensi al passato e al presente, quali artisti hanno per te una vocalità davvero speciale?
Beh, una voce deve dire qualcosa, a livello emotivo principalmente, deve avere una personalità, una storia da raccontare, un percorso di vita, un significato! Sicuramente oggi come oggi ci sono artisti interessanti, ma se devo fare un connubio tra passato e presente sicuramente penso ad Elisa, un’artista completa. 

5) Quali suggerimenti pratici daresti a chi vuole iniziare a studiare canto e quali sono i tuoi consigli per proteggere la voce ogni giorno? 
Gli consiglierei sicuramente di selezionare con cura e attenzione il proprio insegnante, di non affidarsi solo all'istinto ma informarsi sul suo percorso di studi, sulla sua preparazione, sulle esperienze che ha avuto sia come insegnante che come cantante. Poi vedere se si riesce a creare anche una sintonia e fiducia umana, che secondo me è fondamentale. I miei consigli per proteggere la voce sono quelli che do sempre ai miei allievi, ossia fare un bel training vocale ogni giorno, e scaldarsi prima di cantare.

6) Tra autotune e intelligenza artificiale, la musica sta cambiando molto. Pensi siano aiuti utili o strumenti che tolgono anima alla voce? Sinceramente autotune credo che possa essere anche una risorsa interessante se utilizzato come strumento e non come semplice correttore per persone stonate (cosa che invece purtroppo viene fatta spesso). Per quanto riguarda le canzoni fatte invece con l’intelligenza artificiale sono davvero contro, perché non mi piace proprio l’idea che ci siano migliaia di artisti validi a casa, e che debba magari entrare in classifica la voce di un robot.

7) Molti giovani iniziano registrandosi in camera per i social. Oltre alla voce, quanto contano l'immagine e la presenza scenica per trasformarsi in veri artisti? 
Contano tantissimo purtroppo. La personalità, la presenza scenica, l’avere un messaggio importante da lanciare, sono fondamentali, quanto la voce, perché si vanno unendo creando l’artista a 360 gradi. 

8) Le parole hanno un grande valore. Secondo te, cosa è cambiato nella scrittura dei cantautori di oggi rispetto al passato? 
Secondo me è cambiato solo il modo di comunicare, ci sono tantissimi cantautori molto validi anche oggi. Si è trasformato il modo di scrivere, magari prima si scriveva un brano solo su chitarra o piano, ora magari lo si fa su dei Type beat, ma la comunicazione ed i bravi cantautori ci sono comunque.

9) Trascorri le giornate immerso nelle voci. Per ricaricare le energie, preferisci restare in un silenzio totale o ti piace essere circondato dai suoni esterni? 
Bellissima domanda! Quando arrivo la sera a casa stravolto dalle tante esibizioni che ho vissuto, ovviamente quello che chiedo è di non ascoltare musica :) poi per il resto amo il contatto con le persone, quindi non ho bisogno di “chiudermi”, anzi! 

10) Scrittura creativa 
Immagina che la tua voce sia un colore che dipinge una stanza vuota. Che colore sarebbe e quali oggetti sceglieresti per arredarla? 
Credo che sceglierei l’oro, perché è un colore che mi affascina e che può avere molteplici sfumature. Come oggetti sicuramente un pianoforte, non serve neanche che spieghi il perché :) un peluche a forma di cuore perché in ogni cosa che faccio per me è sempre fondamentale che ci sia il cuore. Poi credo che mi piacerebbe ci fossero tante cose colorate sparse, di ogni tipo, di ogni utilità, perché per me la vita deve essere completamente piena di colore e sfumature, non sono uno che si spaventa davanti alla molteplicità di opzioni della vita. 

Immagini prese dal profilo Instagram di Davide

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