L'angolo dell'intervista Alessandro Bianchi: "Nel mio lavoro l’ispirazione arriva ovunque, quindi per quanto mi riguarda sono attivo sempre"
Oggi vi presento un artista che ha trasformato la risata in un'autentica missione di vita. Alessandro Bianchi è una figura centrale della comicità italiana, capace di attraversare decenni di spettacolo con un'energia sempre nuova. La sua carriera è un percorso affascinante che inizia con la rivoluzione dei Cavalli Marci e prosegue tra i palchi dei teatri più prestigiosi e gli schermi televisivi di programmi storici come Ciro, Colorado e il recente Gialappa’s Show.
Il suo stile si distingue per un umorismo surreale e una capacità unica di creare maschere che diventano immediatamente familiari. Oggi, con milioni di visualizzazioni sui social, Alessandro ha saputo adattare il suo linguaggio ai nuovi media, dando vita a personaggi come il "Marito ideale" e l'iconico "Franco da Bari". La sua biografia ci parla di un uomo dai mille volti: attore, comico, ma anche "diplomatico UE" e "marito ideale", in un mix esplosivo di creatività e ironia che non smette mai di evolversi.
Una passeggiata in un bosco autunnale dopo un temporale con gocce che cadono qua e là.
2) Qual è uno sketch in cui eri convinto fosse un capolavoro da milioni di visualizzazioni, e invece è finito nel dimenticatoio? E qual è il video più stupido che hai fatto, che invece è esploso?
Avevo molta aspettativa su alcuni video del 'Marito ideale' che non hanno raccolto quanto credevo. Invece, alcuni come il primo Barbero hanno funzionato tantissimo, nonostante le aspettative fossero inizialmente basse.
3) Come creator sul web, ricevi tonnellate di feedback. È più faticoso far ridere sul palco per mezz'ora, o rispondere ai 300 commenti di chi non ha capito la battuta di Franco da Bari, il tuo alter ego meno economico?
Rispondere ai commenti è un lavoro che richiede tempo, quindi mi limito a ringraziare con un 'like'. Quando però trovo una domanda o un commento che mi suscita una risposta immediata, rispondo volentieri. Se leggo critiche o commenti negativi, semplicemente soprassiedo: lascio che chiunque dica la sua senza farmene turbare.
4) Qual è il tema su cui tutti ti chiedono di scherzare, ma tu rifiuti, dicendo: "No, qui mi metto nei guai"?
Essendo immerso nella vita reale mi ispiro a quello che mi succede ogni giorno, ma sono piuttosto impermeabile alla politica e allo sport. Sono argomenti che creano sicuramente molto engagement, ma preferisco lasciarli fare a chi lo sa far bene.
5) Che cosa ci ha dato Instagram che la televisione ci aveva tolto? E cosa ti manca di più del vecchio tubo catodico?
Instagram ha dato a chiunque il proprio canale televisivo e la possibilità di farsi conoscere per le proprie idee. Del tubo catodico, per chi ci lavora, manca il cachet... quello dai social, con un po’ di pazienza, 'forse' arriva.
6) Quanti giorni ti servono per disintossicarti totalmente dal personaggio di Franco? E cosa succede se ti fermano per strada e, invece di un selfie, ti chiedono davvero un preventivo per una corsa?
Franco, come tutti i miei personaggi, non se ne va mai davvero: sono tutti pronti a uscire e vivere in base alle circostanze. Se qualcuno mi chiedesse un preventivo per una corsa, non potrei fermarlo: Franco prenderebbe immediatamente il dominio della mia personalità.
7) C'è mai stato un commento al vetriolo di un hater che ti ha fatto arrabbiare, ma che segretamente ti ha fatto anche riflettere sul tuo lavoro?
No, non può succedere perché credo che ogni commento, positivo o negativo, rispecchi la personalità di chi lo scrive. Penso che gli altri siano solo degli specchi che riflettono i nostri pregi e difetti. Se vuoi sapere chi sei, ti basta fare una lista dei pregi e difetti che vedi negli altri: ecco la tua personalità.
8) Qual è il tuo posto preferito per trovare ispirazione e scrivere le battute: il bar, la poltrona di casa, o i messaggi vocali notturni in preda al sonno?
Nel mio lavoro l’ispirazione arriva ovunque, quindi per quanto mi riguarda sono attivo sempre. Registro le idee e poi, con calma, le ordino e le seleziono. Il problema è proprio dare una gerarchia alle intuizioni: spesso non riesco a capire subito quale sia più forte rispetto alle altre.
9) Se dovessi creare un nuovo personaggio comico oggi, quale "figura social" o "trend assurdo" non vedresti l'ora di prendere in giro con l'ironia?
Non saprei... spesso seguo l’ispirazione e quello che mi diverte al momento, senza agganciarmi per forza alla realtà. Certo, un’imitazione deve avere un gancio reale altrimenti suona vecchia, ma un personaggio originale nasce unendo diverse sensazioni. È un mix istintivo che non riesco a prevedere, ma che spesso 'mi possiede'.
10) Nella tua bio ci sono ben cinque ruoli: attore, comico, tassista, diplomatico UE e marito ideale. Quale di questi ti impegna di più nella vita reale?
Il marito ideale è quello che mi richiede sicuramente più energia.
11) C'è una cosa che vorresti dire ai tuoi fan, senza la battuta pronta, che magari è troppo seria o troppo "vera" per i tuoi sketch?
Riporto un pensiero di Charlie Chaplin e uno di mia madre. Mia madre mi scrisse in una lettera: 'Qualunque cosa deciderai di fare nella vita incontrerai dei problemi, meglio quindi se stai facendo quello che ti piace'. E Chaplin diceva che 'l’unico modo per ottenere le cose è insistere'.
L'arte di insistere
Si chiude così il nostro viaggio nel "flusso di coscienza" di Alessandro Bianchi. Tra boschi autunnali, taxi pronti a partire e saggi consigli materni, emerge il ritratto di un artista che non ha mai smesso di cercare la verità dietro la risata. Alessandro ci ricorda che, in un mondo di specchi e commenti digitali, l'unica vera bussola è la passione per quello che facciamo.
Perché in fondo, che si tratti di un diplomatico UE o di un marito alle prese con la quotidianità, il segreto è sempre lo stesso: insistere, divertirsi e, soprattutto, non smettere mai di accogliere quelle gocce di ispirazione che cadono qua e là.
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