Il primo anno insieme

365 giorni di blog 

È nato tutto per caso. 

Così ho iniziato il primo post per presentare me e la mia avventura scritta.
È passato un anno, non mi sembra vero,  sono arrivata fin qui dopo aver riflettuto bene sulla linea da seguire e sui contenuti da offrirvi.

Non vi nascondo che più di una volta ho pensato di abbandonare tutto, ma qualcuno mi ha detto di non mollare, di continuare a scrivere. Grazie, Laura Venezia, per avermi spronata nel momento in cui ho pensato di "chiudere i battenti" (se volete scoprire la sua storia di fotoreporter di successo, trovate l'intervista scorrendo le pagine del blog).


A questo spazio virtuale sto affidando i miei pensieri, è come un diario su cui scrivere le tappe importanti, le sfide, le cadute, i sogni... Attraverso le storie che leggete conoscete un po' me, i miei pensieri e le mie emozioni. Perché? Il mio obiettivo è ancora quello di instillarvi quella "malsana" voglia di leggere e scrivere.

"Malsana": quando contatto le persone da invitare nell'angolo interviste uso proprio questo aggettivo. In tanti rispondono che è un progetto interessante e che il termine utilizzato da una parte fa sorridere, dall'altro è un punto interrogativo impegnativo.

I numeri e gli incontri 

Ad oggi sono 18.314 mila i visitatori di questo spazio. Tanti? Pochi? Non saprei...ma al di là dei numeri è un piacere sapere e vedere che qualcuno legge ciò che pubblico. Per quanto riguarda lo scrivere non ne ho idea, non so se i miei suggerimenti di approfondimento riescano a farvi buttare giù qualche riga creativa, ma mi piace sperarlo.

Sono tanti i personaggi che ho intervistato: chi ha risposto subito e con molto interesse, chi ha dimenticato per mesi l'intervista, chi ha declinato l'invito perché non in linea con il proprio progetto, chi troppo impegnato. 

Ma ci sono due episodi, opposti, che segnano profondamente questo mio primo anno di percorso e che voglio condividere con voi per raccontarvi la verità di questo mondo.

1. La mail dalla Santa Sede 🇻🇦

Ebbene sì, a inizio luglio — quando il blog era nato da appena due mesi — scrissi alla Sala Stampa del Vaticano per invitare il "Grande Capo", come chiamo bonariamente il Santo Padre Papa Leone XIV. Non avrei mai pensato di ricevere una risposta, ero solo agli inizi, eppure la mail arrivò il 7 luglio.

Ecco i passaggi fondamentali: 
"Anzitutto la ringraziamo sinceramente per l’interesse che dimostra per la figura del Papa e per la sua attività. Possiamo ben comprendere il desiderio di avere un contributo specifico del Papa Leone XIV [...]
Trasmetteremo chiaramente la sua richiesta, e naturalmente in caso di risposta positiva sarà contattata direttamente [...]
Certi della Sua comprensione, nel farle i migliori auguri per il suo lavoro, le inviamo i più cordiali saluti".

2. La richiesta di pagamento ❌
C'è un altro fatto, invece, che non mi è piaciuto per niente e che voglio raccontarvi.
A settembre, ho contattato un giovane creator abbastanza seguito per proporgli un'intervista scritta. La sua risposta, però, mi ha lasciata a bocca aperta.
Senza troppi giri di parole, mi ha fatto sapere che avrebbe rilasciato l'intervista solo se lo avessi pagato.
Ci sono rimasta malissimo!
La filosofia di questo blog è la condivisione spontanea, la voglia di raccontare storie autentiche. Chiedere soldi per un'intervista scritta non è in linea con il progetto di "Flusso di Coscienza". È  davvero deludente pensare quanto una richiesta del genere rischi di affossare la spontaneità e la passione vera per il racconto.

E adesso?
Beh, sicuramente il mio viaggio creativo continua.
Grazie a chi c'è stato, a chi ha letto anche solo una riga e a chi continuerà a seguire questo mio Flusso di Coscienza.

E voi, cari lettori, c'è una storia o un'intervista pubblicata quest'anno che vi è rimasta nel cuore?







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