Maturità 2026: tra riti e ricordi
In questi giorni i portali per studenti come Skuola.net e Studenti.it si sono riempiti di consigli sui riti scaramantici più famosi.
Questo perché la data di inizio degli esami di maturità, lo scoglio più duro, più temuto, avanza prepotentemente.
In che modo i maturandi scaricheranno l'ansia dell'ultimo minuto?
Tra i "must" che ogni anno tornano fuori ci sono:
il pellegrinaggio a San Gabriele per far benedire le penne dell'esame;
il rito della lucertola di Pisa: toccare quella di bronzo sulla porta del Duomo;
il classico voto scritto sulla sabbia, sperando che l'onda lo cancelli del tutto.
Ci sono poi le piccole ossessioni personali: chi usa solo una certa marca di penne, chi ascolta Venditti a ripetizione e chi si mette la maglietta fortunata che non lava dai tempi del biennio. (Fonti: Skuola.net e Studenti.it)
E voi, quale oggetto avete conservato nel cassetto dei vostri esami? A quale rito ricorrerete? Pensateci bene...
Adesso proviamo a mettere da parte per un attimo la fortuna e i riti e immaginiamo, invece, cosa succede quando un’intera classe decide di lasciarsi guidare dai ricordi.
Verrebbe fuori una storia più o meno così...
Mancava una settimana agli orali e la 5^ B si era riunita in cerchio per un ultimo rito: ognuno aveva portato un oggetto simbolo dei cinque anni passati insieme per conservarlo in una scatola dei ricordi.
Marco tirò fuori un gessetto spezzato: "È quello della prima ora di greco in prima. Eravamo terrorizzati, ma oggi ci scriverei solo 'ce l'abbiamo fatta' sulla lavagna".
Le risate esplosero quando Matteo prese dallo zaino un vecchio telecomando universale: "Vi ricordate in terza? Spegnevo il proiettore 'a distanza' durante le lezioni di arte per regalarci dieci minuti di buio e riposo".
Elena, la prima della classe, lo indicò ridendo: "E io che pensavo fosse un’interferenza magnetica! Ho quasi chiamato un esorcista per colpa tua, Teo!"
"Ammettilo però," ribatté lui con un occhiolino, "quando hai capito il trucco, hai chiuso il libro e ti sei goduta il relax anche tu".
Poi fu il turno di Sara, che posò nel cerchio un elastico per capelli tutto sfilacciato: "Me lo prestò Sofia durante un attacco di panico prima di un compito. Mi disse: 'Legateli stretti e ragiona, che se crolli tu facciamo naufragio tutti'. Mi ha salvato la vita e la media".
Nello scatolone finirono poi una pallina di carta stagnola per i tornei di calcio nei corridoi e la locandina stropicciata della gita a Praga.
Ricordi bellissimi di quei cinque anni vissuti insieme, fra risate e ansia, fra battute e rimproveri dei prof, fra sospiri e voglia di guardare al futuro.
"Insomma," esclamò Mirco, che voleva rimanere nella scuola ma come insegnante, "siamo entrati qui dentro che non sapevamo chi fossimo, e usciamo che sappiamo almeno chi chiamare se ci serve un telecomando o un elastico!"
Si alzarono mentre il sole stava tramontando: erano pronti per l'esame, erano pronti per giocare insieme l’ultima partita. L’orale faceva meno paura ora che il "flusso" dei ricordi li aveva uniti ancora di più.
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