Notte prima degli esami (versione 2026)


Ci risiamo. Il 18 giugno è ormai alle porte.
Migliaia di studenti italiani stanno per affrontare l'esame di Maturità
Se chiudo gli occhi, mi rivedo ancora seduta alla scrivania a ripetere la mia tesina sul romanzo storico, sento ancora l'ansia di quei momenti e i battiti accelerati del cuore.

Il fatto è che la Maturità è quel momento strano della vita in cui:
▪️credi che il tuo voto definirà il tuo intero futuro biologico;
▪️ripassi il programma di un anno in sole dodici ore...no, forse qualcuna in più...
▪️sviluppi un'improvvisa e devota fede nei santi protettori degli studenti;
▪️ti accorgi che Leopardi, in fondo, aveva ragione su tutto.

Flusso di pensieri a caso

Cosa rimarrà di questi giorni? 
Le date storiche? Poche...
Le formule di fisica? Qualcuna...
Gli autori? Forse due o tre sì...
Rimarrà la solidarietà nei corridoi. 
Gli sguardi complici prima di estrarre la busta. Quell'incredibile sensazione di libertà alle due del pomeriggio dell'ultimo giorno.

La verità? 
La Maturità è il primo vero grande "bivio" in cui capisci che stai diventando grande. Un rito di passaggio collettivo, dove la paura si trasforma in aneddoti da raccontare per i prossimi vent'anni.
Quindi, cari maturandi: respirate, trattenete il fiato, scrivete e date il meglio di voi.
In bocca al lupo! Il mondo fuori vi aspetta (ed è un casino, ma questa è un'altra storia).

L'evoluzione della specie (sul muretto fuori scuola)
Quattro lattine di Monster, tre cartoni di pizza unti e il motore spento di una Panda. Il loro universo, la notte prima degli esami, era tutto racchiuso su quel muretto dove cinque anni prima si erano seduti senza guardarsi in faccia.

«Se ci penso, mi viene da ridere», disse Luca, tormentando la linguetta della lattina. «Nel 2021 pesavo dodici chili in meno, avevo l'apparecchio e una paura di tutto».
Elena girò lo schermo del telefono con la foto di classe della prima superiore: «Sembravamo cuccioli di panda smarriti nelle nostre felpe oversize. E oggi invece abbiamo diciott'anni, la patente in tasca e il diritto di voto».

2021 vs 2026: il bilancio 

Giorgia: in prima si nascondeva dietro una frangia lunghissima e oggi è la rappresentante d'istituto che parla al megafono davanti a trecento persone.

Andrea: il "genio della matematica" con la vita già pianificata, che ha appena confessato di volersi iscrivere all'Accademia di Belle Arti.

Tutti loro: che sono cresciuti tra un quattro in latino, i pianti nei bagni e i primi cuori spezzati.
«Siamo entrati che eravamo fatti di plastilina», ha sussurrato Giorgia. «Ci siamo modellati a vicenda».

Verso il domani
Tra poche ore quel "noi" si sarebbe frammentato tra università a Milano, Bologna o partenze per l'estero.
«Il futuro è pesantissimo da tenere in mano», ha ammesso Andrea, mimando il gesto.
«Sì», ha risposto Luca, facendo scontrare la sua Monster con le altre. «Ma dopo cinque anni insieme, abbiamo i muscoli abbastanza forti per reggerlo».
La Panda si è riaccesa con un sussulto. Mancavano poche ore all'alba del 18 giugno. Non erano più i ragazzini del 2021. 
Erano pronti.

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