Un libro, un perché

Benvenuti al "Club del sabato": quando le storie diventano famiglia

"Chi non legge, vive una vita sola: la propria. Chi legge vive cinquemila anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito... perché la lettura è un’immortalità all’indietro".
Umberto Eco

Questa citazione è bellissima, profonda, soffermatevi un attimo a riflettere. Queste parole mi ricordano che leggere non è solo un passatempo, ma un modo per moltiplicare la nostra esistenza. Il contatto con i libri è un vero toccasana, un esercizio terapeutico capace di curare le ferite della fretta e di darci prospettive che da soli non potremmo mai immaginare.
Eppure, troppo spesso, teniamo queste scoperte tutte per noi.

Una nuova rubrica, una nuova scommessa
Oggi inauguro ufficialmente su Flusso di coscienza uno spazio a cui tengo particolarmente: "Il Club di lettura familiare". Non si tratta di una rubrica di recensioni tecniche, ma di un racconto a puntate.
Vi presenterò una famiglia – una mamma, un papà, due figli adolescenti, e i nonni – che ha deciso di intraprendere una sfida coraggiosa: darsi appuntamento ogni sabato pomeriggio per parlare, confrontarsi e scontrarsi attorno a un libro letto durante la settimana.

Perché questa storia?
Ho scelto di raccontarvi di loro perché credo che la lettura possa essere lo strumento perfetto per abbattere le barriere generazionali. Vedremo i figli, inizialmente più attirati dai mondi digitali, scoprire che tra le pagine si nasconde un linguaggio capace di parlare anche ai loro cuori distratti. Vedremo i genitori, spesso soffocati dalle urgenze del lavoro, imparare di nuovo a rallentare. E vedremo i nonni, custodi silenziosi, guidare questo rituale con la saggezza di chi sa che una storia condivisa vale più di mille consigli.

Ogni sabato, su questo blog, entreremo nel  salotto dei Bianchi. Ascolteremo i loro dubbi, le loro divergenze e, soprattutto, il modo in cui i personaggi dei libri finiranno per far luce sulle loro vite personali.

Siete pronti a sedervi a tavola con loro?
La sfida è appena iniziata. E il primo libro è già sul comodino di ognuno di loro...

La prima seduta: il sabato del salotto

Il tavolino in salotto era sgombro. Niente smartphone, niente tablet, solo una grande ciotola di pop corn ancora caldi che profumavano di burro e sei bicchieri colmi di tè freddo al limone, con tanto ghiaccio che tintinnava contro le pareti di vetro.
«Allora,» iniziò nonno Pietro, pescando una manciata di pop corn. «La sfida è aperta. Chi rompe il ghiaccio?»
Marco, sedici anni, teneva le mani intrecciate dietro la nuca. Aveva passato la settimana a sbuffare ogni volta che sua madre gli ricordava di chiudere Instagram per leggere qualche pagina. «Boh? È strano, nonno. Cioè, all’inizio pensavo fosse una roba da prof. Poi, non so... verso mercoledì, ho iniziato a incuriosirmi. Il protagonista è un tipo assurdo».

Sara, la sorella minore, annuì, sorprendendo tutti mentre sorseggiava il suo tè freddo. «Vero. Io avrei preferito guardare la serie che è uscita ieri su Netflix, ma... beh, a un certo punto volevo solo sapere come finiva quella lite tra i due amici. Non mi era mai successo con un libro».
Mamma Elena, che fino a un’ora prima era stata al telefono per lavoro, si scambiò uno sguardo con il marito. Entrambi erano arrivati al sabato con la convinzione di dover "sopportare" questa forzatura dei nonni per quieto vivere.
«Io sono onesta,» ammise mamma Eleonora, posando il bicchiere ghiacciato. «Ho iniziato a leggere alle 23:00, stanca morta, solo per non arrivare impreparata. Ma poi ho realizzato che i dialoghi tra i personaggi mi ricordavano tantissimo alcune dinamiche del mio ufficio. È stato... quasi terapeutico».
Papà Roberto ridacchiò, prendendo un altro pop corn. «Io ho fatto di peggio. Ho portato il libro in bagno stamattina. Mi sono chiuso dentro per mezz'ora perché volevo finire il capitolo finale. Pensavo fosse una perdita di tempo, ma... devo darvi ragione, papà. Quando il mondo fuori corre, infilarsi in una storia sembra l'unica cosa che ti fa davvero respirare».
Nonna Rosa sorrise, un sorriso che sapeva di chi aveva già previsto tutto. «Non è magia, ragazzi. È solo che le storie sono specchi. Quando smettete di guardare le vostre notifiche, finalmente potete iniziare a guardare dentro voi stessi».
Marco si sporse verso il tavolino, afferrando il suo libro. «Quindi... per la prossima settimana che leggiamo? Qualcosa di meno... "da adulti"?»
Papà Roberto scambiò un'occhiata d'intesa con il figlio. «Che ne dici di un giallo, allora? Qualcosa che ci tenga tutti svegli».

E ora, la parola a voi!
Il "Club del sabato" ha già le idee chiare sulla prossima sfida, ma il titolo del libro resta, per ora, un mistero. Secondo voi, quale classico del giallo ci terrà compagnia e ci farà interrogare sui segreti nascosti tra le righe?
E, parlando di letture... qual è l'ultimo libro che avete finito? È stato un amore a prima vista o una scoperta inaspettata?

Scrivetelo qui sotto nei commenti: non vedo l'ora di leggere i vostri consigli e di scoprire cosa si nasconde nelle vostre librerie!

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