Una guida fantasma

Che effetto potrebbe farci salire su un'auto e non trovare nessuno al posto di guida? Personalmente avrei un po' di timore, eppure sono già in tanti che si affidano a queste vetture.
Mi è venuto in mente di fare questo post dopo aver ascoltato la notizia al Tg e il fatto mi ha, da una parte, affascinato e, dall'altra, mi ha lasciato qualche dubbio.

Sì , certo, c'è la meraviglia per un'ingegneria che supera i confini dell'immaginazione, eppure, si fa avanti anche quella sottile resistenza della pelle...quel "mah, chissà..."
In fondo, affidare la propria incolumità a un pezzo di metallo guidato da un algoritmo richiede una forma di fiducia totale. Siamo abituati a decifrare lo sguardo di chi guida nella corsia opposta, a capire un movimento di intesa, a stringere quel volante che ci fa sentire "al comando".
Eppure, il futuro arriva senza chiedevi il permesso. Mentre noi ci poniamo le domande sul fatto di essere mai pronti a togliere le mani dal volante, le strade di alcune grandi città ospitano già passeggeri che leggono un libro o rispondono a un'email mentre l'auto decide quando frenare, svoltare o accelerare.
Quello che vorrei farvi capire è che non si tratta di un sogno ma di realtà.

Un viaggio senza mani sul volante
La portiera si chiude da sola. 
Dentro c'è un silenzio strano. 
Io guardo davanti: non c'è nessuno. 
Neanche un autista, neanche un peluche o un profumatore d'auto a fare compagnia. 
Solo un sedile vuoto e uno schermo che si accende.

Una voce allegra dice: «Benvenuta! Io sono la macchina. Adesso partiamo».
Stringo la maniglia della porta con tutte le mie forze e, mentre tutto questo sembra un film di fantascienza, spero di arrivare a casa sana e salva.
La macchina parte. 
È dolcissima, sembra di volare su un tappeto.
Non un rumore.
Ma la mia mano destra si muove da sola, cerca il volante nell'aria. Vuole toccare qualcosa, vuole guidare. È un gesto meccanico, la forza dell'abitudine ...
La voce della macchina capisce tutto e dice: «Stai tranquilla! Io vedo tutto intorno, non ho bisogno di caffè per rimanere sveglia e non mi arrabbio nel traffico».
Io la guardo e dico: «Senti, visto che guidi tu, almeno sai cantare? Non vedo radio qui e sono abituata a sentire le voci dei miei programmi preferiti e delle mie canzoni che canto mentre sono in macchina. Così mi sento sola e, francamente, ho paura!».
E la macchina attacca subito una bella canzone allegra che, però, non è il massimo.
Guardo fuori dal finestrino. Gli altri autisti sono tutti tesi, arrabbiati, con le mani attaccate al volante. Io invece sto comoda, ascolto quella che potrebbe chiamarsi musica e non devo fare niente.

Alla fine, la macchina si ferma precisa vicino al marciapiede. Scendo, respiro forte e penso: viaggiare così è comodo, ma manca una cosa importante... non posso gridare contro chi mi taglia la strada, non posso pensare a quel pedone che "sì, attraversa pure con calma, vuoi anche un caffè, un tè, dei biscotti?", a quell'altro che non mette la freccia e "certo, tanto è un optional", al tizio che alla rotonda non rispetta la coincidenza e "la patente l'hai presa sulla bancarella?"... 
Beh, tutto questo mi manca.


Palestra di scrittura
Ecco un esercizio facile per te

Immagina di salire su un'auto che guida da sola insieme a un amico che ha tanta paura. Durante il viaggio, la macchina sbaglia strada oppure mette una canzone di quando eravate bambini.
Scrivi cosa vi dite e che cosa provate.

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