Da "poetcore" a "rizz": piccolo dizionario per capire le parole (strane) del momento

Navigando sui social vi siete sicuramente imbattuti in parole come poetcore, brat  o delulu pensando che si trattasse di una lingua aliena.
Non preoccupatevi, siete in ottima compagnia, perché sono la prima a non capirne i significati. I trend moderni viaggiano alla velocità della luce e, insieme a loro, nascono parole nuove ogni settimana... ahimé, e bisogna stare al passo.
Per non farci cogliere impreparati, ecco una guida rapida e divertente per decifrare i tormentoni più diffusi del momento tra moda, lifestyle e slang.


👗 La moda e gli stili di vita 
▪️(I "-Core") poetcore: la tendenza del momento. Immaginate l'estetica di un poeta dell'Ottocento rivisitata in chiave moderna. Via libera a camicie bianche con maniche a sbuffo, maglioni oversize di lana, trench stropicciati e un'aria malinconica, rigorosamente con un libro in mano sotto la pioggia.

▪️Y2K: una sigla che, in un primo momento , mi sembrava il nome di una band, sta invece per "Year 2000". Si riferisce alla nostalgia per la moda pop, i colori metallici e i gadget di fine anni '90 e primi duemila. Sì, sono ufficialmente tornati i pantaloni a vita bassa, i jeans oversize e gli occhiali da sole con lenti colorate.

▪️Brat (o brat green): nato dall'album di Charli XCX, descrive uno stile sfacciato, disordinato e fiero di esserlo. Il suo simbolo è un verde acido e acceso che ha dominato la moda e il design, celebrando l'imperfezione e il divertimento senza regole.

🍔 Cibo e lifestyle food flights: dimenticate i classici taglieri. I "voli di cibo" sono mini-degustazioni monotematiche e super curate visivamente (ad esempio, quattro mini-porzioni di dolci diversi o una sfilza di mini-tacos con salse speciali), nate per essere condivise e fotografate.

▪️Dirty sodas: letteralmente "gassose sporche". È un trend che consiste nel personalizzare le bibite classiche (come la Coca-Cola) aggiungendo panna liquida, sciroppi dolci e un tocco di lime. Il risultato? Una bevanda iper-calorica e coloratissima.

💬 Arriviamo ora allo slang digitale, quello che preferisco, perché qui devo ammettere la mia totale ignoranza...
Come parlano i ragazzi? 
Francamente non capisco una parola di quello che dicono e, avendo tre figli tra i 16 e 18 anni e sentendo anche i loro amici, beh...ogni volta mi devo far ripetere almeno tre volte quello che hanno detto😅

▪️Delulu: abbreviazione dell'inglese delusional (illuso). Si usa in modo ironico per descrivere chi vive nel proprio mondo di fantasie, specialmente quando si parla di relazioni o sogni lavorativi improbabili. Motto del trend: "Essere delulu è l'unica via per la felicità".

▪️Rizz: deriva dalla parola charisma (carisma). Indica l'abilità innata di flirtare, affascinare o conquistare qualcuno semplicemente con lo sguardo o con le parole. Avere "rizz" significa essere magnetici.

▪️Aura: è l'energia, lo stile o il livello di "fighaggine" che una persona emana. I ragazzi la usano quasi come un punteggio: fare qualcosa di epico o mantenere la calma in una situazione difficile ti fa "guadagnare punti aura" (+1000 aura); fare una figuraccia o essere goffi te ne fa "perdere".

▪️Manifesting (manifestare): Non ha nulla a che fare con i cortei in piazza. Significa visualizzare intensamente un proprio obiettivo (un lavoro, un viaggio, un amore) convincendosi che l'universo lo farà avverare. Una versione social del pensiero positivo.

▪️Hype: un grande classico che non passa mai di moda. Significa forte anticipazione, eccitazione o grande interesse attorno a qualcosa. Se un vestito o un film ha "hype", significa che tutti lo vogliono e non si parla d'altro.

Ora che avete le definizioni a portata di mano, la sezione "Per Te" dei social farà molta meno paura. Qual è la vostra parola preferita (o quella che proprio non sopportate)? 

È chiaro che quello riportato è solo un esempio di parole usate, perché ce ne sono un'infinità e tante altre saranno inventate.
Proprio come è accaduto in questa storia...👇🏻

I vetri del Caffè della Poesia erano di un bordeaux caldissimo, sembravano dipinti direttamente dai raggi del sole al tramonto creando un’atmosfera così poetcore che Julian non aveva saputo resistere. Indossava una camicia di lino leggerissima color panna e sfogliava un vecchio libro di Keats preso a un mercatino quella stessa mattina, godendosi il fresco del condizionatore mentre fuori l'afa faceva tremare l'asfalto.
La porta del locale si spalancò con un tintinnio e l'atmosfera ottocentesca si ruppe. Entrarono Gaia e Sam, portando con loro una ventata di aria calda e un'energia decisamente più caotica. Gaia indossava un top corto verde acido — l'immancabile divisa del trend brat dell'estate — e occhiali da sole arancioni specchiati.
«Julian! Ti prego, dimmi che stai facendo manifesting per la sessione d'esami di settembre, perché io sono ufficialmente in modalità delulu», esclamò Gaia, buttandosi sulla sedia di velluto di fronte a lui e sventolandosi con il menu cartaceo.
Julian alzò lo sguardo dal libro, sospirando. «Ragazzi, stavate interrompendo il mio flusso creativo. Ero nel pieno del mio momento letterario estivo».
«Sì, sì, molto bello il tuo look da scrittore in vacanza a fine Ottocento», lo schernì Sam, sistemandosi i bermuda oversize in perfetto stile Y2K. «Ma abbiamo problemi più urgenti. Al tavolo là in fondo c'è il tipo nuovo del corso di disegno. Gaia sostiene di avere abbastanza rizz per andare a parlarci, ma secondo me sta solo rischiando una figuraccia sotto i quaranta gradi».

«Non è rischio, è visione», ribatté Gaia, ordinando al cameriere un food flight di mini-gelati artigianali e una dirty soda ghiacciata con Coca-Cola, panna e un tocco di cocco. «Quello non è un ragazzo qualunque. Guardalo. Ha quell'aria... quell'atteggiamento di chi sa tutto ma non dice nulla, persino con questo caldo».
Julian osservò il soggetto in questione. Il ragazzo indossava una t-shirt grigia anonima, fissava il vuoto del cortile interno e giocherellava con una penna biro masticata. 
«A me sembra solo sciolto dall'afa», commentò il poeta del gruppo.
«No, no, non capite», insistette Gaia, cercando la parola adatta. «Non è solo hype passeggero. È un'estetica tutta sua. È... è...»
I tre si guardarono, realizzando che lo slang di TikTok non aveva ancora confezionato una definizione per quel preciso mix di noia esistenziale, fascino misterioso e pigrizia da piena estate.
«È Sweatcore», disse Sam all'improvviso, fiero della sua intuizione legata al caldo.
Julian arricciò il naso. «Troppo antiestetico. Manca la componente romantica del disastro».
«Allora Snoozecore!», propose Gaia, ridacchiando mentre recuperava il telefono. «L'arte di essere affascinanti mentre si rimanda la sveglia per la quinta volta perché la notte si è dormito malissimo per l'afa».
Julian scosse la testa, prese una penna dal tavolo e scrisse una parola in corsivo elegante su un tovagliolino di carta. Lo girò verso i due amici. C'era scritto: Sighcore (dall'inglese sigh, sospiro).
«Pensateci», spiegò Julian, tornando serio. 
«È l'estetica del sospiro profondo. L'eleganza di chi è costantemente sopraffatto dalla vita e dal meteo, ma lo fa con stile. T-shirt sbiadite di tre taglie più grandi, occhiaie accennate da insonnia estiva che sembrano ombre di ombretti costosi, e quel modo di guardare lo smartphone come se fosse un antico papiro pieno di sventure, mentre si aspetta il tramonto».
Gaia e Sam rimasero in silenzio per tre secondi, fissando il tovagliolino.
«Julian, è perfetto», sussurrò Gaia, impostando la fotocamera per registrare un video. 
«Vedo già i TikTok con la musica d'ambiente lo-fi e le scritte in bianco e nero. Diventerà il tormentone degli ultimi giorni di vacanza».
«Il Sighcore salverà questa fine estate, segnatelo», ridacchiò Sam, ordinando un caffè shakerato.
Nel frattempo, al tavolo in fondo, il ragazzo con la penna masticata e emise un lunghissimo, profondissimo sospiro guardando il cielo. Lo fece con una tale disinvolta, magnetica e malinconica eleganza che l'intero bar sembrò quasi rallentare intorno a lui.
Gaia posò il telefono, folgorata. 
«Ragazzi... guardatelo. Ha appena guadagnato almeno +10.000 punti Aura senza muovere un dito».
Julian e Sam si girarono a guardarlo, annuendo in silenzio. Il ragazzo della penna masticata, del tutto ignaro di aver appena emanato l'energia più cool del locale, era diventato ufficialmente l'icona fondatrice del nuovo trend mondiale.


Scrittura creativa 
Ora che avete letto la storia di Julian, Gaia e Sam, tocca a voi mettervi alla prova. 
La sfida di oggi
Prendete una situazione comunissima, un po' noiosa o apparentemente banale della vostra giornata e trasformatela in un trend coniando una parola nuova che finisca in "-core" (o inventando un termine completamente da zero).
Esempi da cui prendere spunto: l'arte di fissare il soffitto la domenica sera (ceilingcore), il fascino di chi perde sempre le chiavi di casa (lostcore), o l'energia di chi beve il caffè freddo anche a dicembre (icecore).

Scrivete nei commenti qui sotto un brevissimo testo (massimo 5 righe) o una scena in cui usate la vostra parola inventata, proprio come farebbe un ragazzo sui social. 
Chi vincerà la sfida in quanto a punti Aura?


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