Duemila droni nel cielo di Seoul
Appassionati della Marvel questa non vi può mancare!
Il 31 ottobre il cielo di Seoul si è illuminato con uno spettacolo incredibile. Ben 2.000 droni luminosi hanno volato insieme sopra il fiume Han, stabilendo un vero e proprio record per la città coreana.
Per circa 15 minuti, questi piccoli robot luminosi hanno danzato a tempo di musica.
Il motivo?
Una cosa fantastica: hanno creato nel cielo le figure dei supereroi Marvel più famosi.
L'evento è stato seguitissimo. Si parla addirittura di migliaia di persone che, gratuitamente, si sono radunate sulle rive del fiume per vedere i propri beniamini: nel cielo sono apparsi i volti enormi di Thor, Doctor Strange e del cattivo Thanos.
Ma il momento più emozionante è stato quando il volto luminoso di Iron Man si è trasformato lentamente in quello del Dottor Destino.
Questo cambio di personaggio serve a lanciare il prossimo atteso film della saga, Avengers: Doomsday, dove vedremo il ritorno dell'attore Robert Downey Jr. in questa nuova veste da cattivo.
Uno spettacolo che ha unito tecnologia e fantasia, lasciando tutti con il naso all'insù.
Anche questa volta mi sono lasciata trasportare dalla mia immaginazione e...leggete un po' qui cosa è successo 👇🏻
I ladri di stelle: il piano segreto per accendere un sorriso
L'idea era nata quasi per scherzo sul balcone di Mirco, in una calda sera d’estate. Sul tavolo c’erano tre computer aperti, due droni smontati e un cartone della pizza vuoto.
«Se la Marvel può farlo a Seoul per pubblicità, noi possiamo farlo qui per qualcosa di più importante», aveva detto Mirco, indicando con la testa le luci bianche dell'ospedale pediatrico in fondo alla strada.
Il gruppo di amici si era guardato. Andrea, il genio dei computer, aveva già iniziato a picchiettare sulla tastiera. Elena, l’artista del gruppo, stava disegnando uno scudo su un foglio di carta.
Il progetto era folle, ambizioso e probabilmente fuori legge per via dei permessi: rubare un pezzo di notte per regalarlo ai bambini della terapia intensiva.
Per tre mesi il loro lavoro si era svolto in gran segreto. Dopo aver comprato trenta piccoli droni usati si misero a ripararli uno a uno nel garage di Elena. Andrea aveva passato le notti a scrivere il codice per farli volare insieme, mentre Elena si era impegnata a disegnare le traiettorie per creare le forme nel cielo.
Poi, arrivò la notte stabilita.
Si appostarono nel campo dietro l'ospedale, nascosti dal buio. Alle nove in punto, Mirco diede il via. Il ronzio dei droni sembrò un sussurro di mille api. I piccoli robot si alzarono in volo, silenziosi, scomparendo nel nero del cielo.
Dalle finestre del terzo piano dell'ospedale, Mattia, sei anni e un pigiama con la figura del suo supereroe preferito stampata sul davanti, teneva la fronte appiccicata al vetro freddo. Era una notte no, di quelle in cui i farmaci fanno male e la casa sembra lontanissima.
All'improvviso vide una scintilla rossa. E poi una blu.
In meno di dieci secondi, trenta punti luminosi si unirono proprio davanti alla sua finestra. Il cielo nero si accese e comparve lo scudo di Captain America, perfetto, brillante. Mattia sgranò gli occhi, dimenticandosi del dolore.
Poco più in là, la forma cambiò. I droni si spostarono veloci, ricomponendosi nel profilo del martello di Thor, e poi nel guanto luminoso di Iron Man che sembrava fare un cenno di saluto.
In pochi minuti, le finestre del reparto si riempirono di bambini con il naso all'insù.
C'erano infermieri che sorridevano e mamme che piangevano, ma di gioia. Nel buio del campo, Elena guardava lo schermo del computer, mentre Andrea e Mirco si stringevano la mano, con il cuore che batteva a mille.
Lo spettacolo durò solo cinque minuti, prima che i droni tornassero a terra. Ma per i bambini dell'ospedale, quella notte, i supereroi erano stati veri. Ed erano venuti lì solo per loro.
Ora tocca a voi: accendiamo la fantasia!
La storia di Mirco, Andrea ed Elena finisce qui, ma la loro missione è appena iniziata.
Quale altra figura o supereroe fareste comparire nel cielo per far sorridere i bambini?
Provate a scrivere il continuo della storia in poche righe. Sganciate i vostri droni mentali, non servono permessi per l'immaginazione! 😉
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