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Parole in tasca Le regole della "d" eufonica

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Benvenuti al secondo appuntamento di Parole in tasca ! Dopo aver rispolverato i confini e le sorprese dell'acca (post del 17 settembre), oggi andiamo a togliere qualche incertezza su una lettera che spesso causa perplessità: la D (eufonica, per gli amici). Quante volte vi è venuto il dubbio amletico davanti alla tastiera o su un foglio qualsiasi? Sicuramente tante. Mettere o non mettere quella "d" eufonica? Spesso si tende ad abbondare, ma la regola della lingua italiana è molto semplice: la d eufonica va usata solo ed esclusivamente davanti a vocale uguale (es.: vado ad aprire;   ed ecco l'ultima proposta). Quando non si usa : non va mai inserita se la parola successiva comincia con una vocale diversa (es. a Empoli e non ad Empoli ) o se inizia già con la lettera "d" (es. a dicembre e non ad dicembre ). Ma allora, se la regola vuole la vocale uguale, perché diciamo sempre " ad esempio " anche se la parola inizia con la " e ...

"Scrivere Creare Immaginare" arriva in libreria e nel circuito delle biblioteche! 🏛️🛍️

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Ho una meravigliosa notizia da darvi!  ✨" SCRIVERE CREARE IMMAGINARE. Un viaggio tra realtà e fantasia " è ufficialmente ordinabile in tutte le librerie fisiche d'Italia!  Questo è possibile grazie alla distribuzione nazionale di Youcanprint , che ha inserito il libro nei circuiti dei più grandi distributori italiani (come Fastbook ). Che sia una grande catena ( Mondadori , La Feltrinelli ,  Giunti ) o la piccola libreria indipendente del vostro quartiere, potete richiedere la copia cartacea direttamente al bancone. 🏛️ Un'altra grande novità: il circuito delle biblioteche Grazie al completamento delle procedure di deposito legale, il volume è stato ufficialmente catalogato e inserito nel database del Sistema Bibliotecario Nazionale (SBN) . Questo significa che l'opera è ora registrata e custodita nella memoria storica dei libri del nostro Paese! Come fare per averlo in libreria? Ve lo dico subito, è semplicissimo. ▪️Andate dal vostro libraio di fiduc...

Macchine spente, pensieri accesi

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Oggi, 22 settembre, si celebra la " Giornata mondiale senz'auto ". Nata per dare un respiro alle nostre città soffocate dal traffico, questa ricorrenza non è solo un invito ecologico, ma una provocazione culturale.  Ci sfida, infatti, a superare l'automatismo con cui afferriamo le chiavi della macchina anche per fare poche centinaia di metri. Per quanto mi riguarda non ho problemi, la sfida la vinco io... perché a camminare non ho problemi! Quella che, invece, è ormai diventata una necessità è limitare sì l'uso dell'auto per ridurre l'impatto ambientale - le emissioni di CO2 e la qualità dell'aria che respiriamo sono al primo posto - ma volete mettere il risparmio di benzina visti i prezzi dei carburanti? Tuttavia, c'è un beneficio che è spesso invisibile: la riconquista del nostro tempo e della nostra salute mentale. L'abitacolo di un'auto ci isola dal mondo, trasformando il tragitto in una fonte di stress tra semafori, code e...

Pace: dove stiamo sbagliando?

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Questo nome (astratto in grammatica) evoca in me una calma intensa. Se chiudo gli occhi e provo a rifletterci più approfonditamente riesco a trovare un equilibrio che a parole è difficile spiegare. È una sensazione di benessere, di tranquillità, di appagamento. Ebbene, parlare di pace in tempi di guerra è difficile.  Oggi, in occasione della Giornata Internazionale della Pace , sentiamo ancora di più questo peso. Perché, vedete, non è semplice porre fine a tutte le ostilità se non c'è una seria presa di posizione. Non sto parlando di accordi economici e politici, di trattative sottobanco o alla luce del sole... quella non è pace, anche se la chiamano così. Pace è accontentarsi di quello che si ha. Pace è non voler a tutti i costi invadere il territorio di un altro. Pace è aiutare chi è in difficoltà, non perseguitarlo. Pace è vivere bene con tutti. Ho pensato a questa storia, mentre riflettevo su cosa scrivere...i bambini sono il nostro futuro, e chi più di loro ha biso...

Tempo di autunno, tempo di giochi: come sono cambiati

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Ci sono giorni in cui i cassetti della memoria si aprono e mi ritrovo catapultata in un momento vissuto. Oggi è capitato ai giocattoli ... che dire, ho giocato tanto con bambole e bambolotti, a ognuno davo un nome e mi mettevo lì a fare la maestra, oppure a servire dei gustosi piatti che la fantasia di quel momento creava. Poi sono arrivate le Barbie, con tutti i loro accessori, i piccoli mobili, la macchina telecomandata, la vespa, il cavallo e i pomeriggi diventavano infiniti. Rivedere oggi quei momenti mi fa pensare a come cambia il tempo, e a come certe atmosfere sappiano tornare puntuali ogni anno. L'aria mattutina fresca che profuma di settembre, le giornate che iniziano ad accorciarsi e la sera che arriva un po' prima: siamo nella stsgione in cui la casa torna a essere il centro della creatività, del calore e, naturalmente, del gioco .  Ma se osserviamo con attenzione la realtà di oggi, ci accorgiamo che il modo di giocare è cambiato radicalmente negli ultimi...

🍜 Ricetta per un venerdì sera perfetto

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Oggi voglio proporvi una ricetta , ma non di quelle da Master Chef o da creator di TikTok. L'altra sera una nuova notizia in TV mi ha dato lo spunto per questo post.  È indirizzato soprattutto a voi ragazz@ tra i 13 e i 19 anni. Vi dico che ho messo a disposizione tutti gli ingredienti che animano la vostra esistenza adesso (nel servizio mandato in onda sono proprio questi i punti emersi): l'ansia per le guerre là fuori, gli interrogativi sul lavoro , il sogno di svoltare facendo gli influencer e, purtroppo, anche l'ombra tossica del gioco d’azzardo online, che per tanti sta diventando una dipendenza da cui è difficile staccarsi. Sembra una ricetta alquanto indigesta se ci fate caso, di quelle che ti lasciano con lo stomaco chiuso, con l'amaro in bocca. Dopo la prima settimana intera di scuola (o la seconda, dipende dalla vostra regione di appartenenza), tra il trauma della sveglia alle sei/sette, e i corridoi affollati, la batteria sociale è ufficia...

Parole in tasca (perché anche la grammatica ha il suo cuore)

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Cari lettori, da oggi inserisco nel blog una nuova rubrica che non vuole assolutamente appesantire o rendere noiosa la vostra lettura. La scrittura creativa, ormai lo sapete, è importante per sviluppare il talento di ognuno e dà la possibilità di mettersi alla prova: in una parola di creare con le proprie emozioni, sensazioni, di guardare oltre. È chiaro che alla base di tutto ciò c'è una struttura importantissima e, spesso, ancora poco chiara: la grammatica . Lo spazio che ho in mente di offrire è da vedere come un piccolo aiuto per togliere dubbi, ripassare alcune regole fondamentali e magari fare pace con qualche fantasma del passato scolastico. Niente giudizi, niente voti in rosso: solo un angolo leggero e alla portata di tutti per custodire le parole con cura. Da qui " Parole in tasca "! Un appuntamento periodico in cui apriremo insieme il cassetto dei dubbi linguistici più comuni, quelli che ci fanno fermare a metà frase con la penna sul foglio o con i...

Visioni creative

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Il dandy misterioso Immagina di essere lì.  Il selciato della città è umido, i passi rimbombano leggeri sul lastricato e il tempo sembra essersi fermato per un attimo. È la sensazione che ho avuto nel momento in cui ho visto questo straordinario veicolo nelle strade di Bruxelles. Non ho resistito a fotografarlo...sapevo che mi sarebbe servito, in un certo modo... Di fronte a te c'è questa un'elegante carrozza d'epoca, con le sue grandi ruote a raggi e le finiture in legno lucido. I sedili in pelle scura ti invitano a salire, ma qualcuno ha appena preso posto, nascondendosi dietro la capote. Non vedi il suo volto, solo il cappello rosso che spicca sul nero della carrozza e del suo abito. Ha appena dato un ordine secco e sussurrato al cocchiere (fuori campo), prima di voltarsi verso il finestrino e restare immobile. 👉 Il tuo turno Ascolta bene. Quella figura ha appena pronunciato una frase breve, un comando o un segreto, a bassa voce. 🖊️ Prova a scrivere la sua ...

L'angolo dell'intervista Nicola e Emma si raccontano

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Viaggio nel mondo (e nel cuore) di Casa Silva Ci sono incontri che nascono per far sorridere e finiscono per farti pensare. Mi sono imbattuta per caso sui social nei video di Casa Silva , il progetto nato dall'intuizione di Nicola Silva e di sua figlia Emma . Quella che a un primo sguardo sui social appare come una esilarante sit-com familiare – fatta di gag, malintesi e dinamiche tipiche del rapporto tra un genitore e un'adolescente – custodisce in realtà uno spazio di ascolto autentico. Dietro la telecamera e le risate dei fuori onda, Nicola ed Emma utilizzano l'ironia per scardinare tabù , parlare di empatia , accogliere le diversità e affrontare temi complessi come il bullismo o la crescita . Ma chi sono davvero quando si spengono le luci del set? E cosa si muove dietro a un format che ha conquistato il web parlando il linguaggio sincero delle famiglie di oggi? Li ho invitati nel mio blog per fare due chiacchiere: ne è nata una conversazione intima e brillante, che...

Il grande fratello in salotto

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E se vi dicessi che lo schermo nero del vostro televisore in salotto non è spento, ma vi sta fissando? Anzi, peggio: vi sta ascoltando. Nessuna teoria complottista...un'indagine scientifica condotta da un team di ricercatori europei ha dimostrato, infatti, che molte smart TV moderne - pensate un po' - continuano a scansionare la rete di casa, a comunicare con i server pubblicitari e a raccogliere dati sui nostri comportamenti anche quando si trovano in standby ( fonte Ansa ). Esatto, avete letto bene, mentre noi pensiamo di aver chiuso il mondo fuori premendo quel rassicurante tasto rosso sul telecomando, la nostra TV si trasforma in un "agente segreto in pausa".  Non dorme, monitora. Resta lì, aggrappata al Wi-Fi con le orecchie elettroniche ben tese, captando i nostri flussi di coscienza, le liti sul colore delle tende e i nostri desideri più inconfessabili per trasformarli in annunci pubblicitari su misura. Praticamente, paghiamo l'abbonamento per a...

La tecnologia italiana che ci salverà dal display

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Guardatevi.  Cari lettori, mi rivolgo proprio a voi... No, sul serio, fermatevi un secondo e analizzate la vostra posizione.  Se siete seduti alla scrivania, scommetto che la vostra colonna vertebrale abbia assunto la forma di una banana. O di un gambero in crisi d'identità. Il mento punta lo schermo e le spalle sono ripiegate in avanti come se steste proteggendo un qualcosa di molto prezioso... Siamo la gloriosa generazione dello smart working e del " collo da smartphone ". Ci stiamo evolvendo, certo, ma all'indietro. Di cosa sto parlando? Ve lo  spiego subito. Qualche giorno fa, ho seguito in TV un servizio dell'IFA di Berlino e, tra lavatrici che pensano più di me (sul serio!) e robot pronti a rubarci il lavoro, è spuntata un'invenzione tutta italiana.  Udite udite: u na startup geniale ha presentato un micro-sensore intelligente per la postura . Come funziona? Basta metterlo addosso e lui ti spia. Non appena decidi di accasciarti sulla sedia c...

Uno Skyline di luci per ricordare

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A volte la tecnologia smette di essere fredda e diventa un prolungamento del nostro bisogno di ricordare.  L'ho pensato guardando le immagini di New York .  Venticinque anni dopo.  11 di settembre . Un quarto di secolo.  Com'è possibile che sia passato così tanto tempo se l'odore di quel pomeriggio di settembre, la polvere e quel senso di fine del mondo sono ancora così nitidi davanti agli occhi? Questa volta non erano solo i soliti due fasci di luce blu a tagliare il cielo. C'erano i droni. Duemila novecento settantasette droni...2977. Esattamente uno per ogni respiro spezzato quel giorno. Vederli salire insieme, coordinati da un algoritmo che per una volta ha l'anima, e vederli disegnare nel vuoto le sagome delle Torri Gemelle a grandezza naturale fa un effetto strano. È un'architettura di fantasmi luminosi. Una geometria fatta di niente, eppure così pesante, così vera. Ci ostiniamo a riempire i vuoti. Ricostruiamo con la luce quello che il fuo...

Lo sguardo che raggiunge l'anima

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Il viaggio di Alessandro Coppola tra musica, associazionismo e il coraggio di essere se stessi ​Ci sono storie che si leggono andando oltre: si ascoltano con il cuore, si guardano negli occhi e lasciano un segno indelebile dentro di noi. È il caso di Alessandro Coppola , un volto già caro su questo blog, un giovane che non ha mai smesso di trasformare la propria tempesta in una straordinaria missione di luce. ​Lo abbiamo conosciuto nei suoi mille volti e nelle sue sfaccettature – studente universitario di Scienze della Comunicazione, fotomodello per campagne inclusive di grandi brand della moda, autore del libro "Le mie orecchie parlano" e instancabile narratore nelle scuole, nelle carceri e nelle piazze. Oggi Alessandro torna a far parlare di sé, della sua energia irrefrenabile e di un percorso che continua a evolversi e a stupire giorno dopo giorno. ​"AC22": la forza del dialetto e il riscatto in musica ​Nonostante una sordità profonda e la diagno...

La casa del futuro non è un film di fantascienza: ecco come cambieranno le nostre vite (e le nostre bollette)

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Se qualche sera fa eravate davanti alla TV, vi sarà sicuramente capitato l'occhio su quel servizio del TG che spiegava come cambieranno le nostre abitazioni nei prossimi anni.  Spesso, quando si parla di " case del futuro ", la mente vola subito a film di fantascienza, robot maggiordomi e pareti olografiche. Invece, la realtà emersa dagli ultimi trend dell'architettura e dell'edilizia è molto più concreta, affascinante e – soprattutto – più vicina di quanto pensiamo. Nessun gadget superfluo, ma una vera e propria rivoluzione che poggia su tre pilastri fondamentali: sostenibilità , flessibilità e intelligenza . Se vi siete persi il servizio o volete approfondire, ecco una sintesi di come saranno (davvero) le case in cui vivremo tra pochissimo tempo. 1. Addio al gas: l'elettrificazione totale Il primo grande cambiamento è invisibile ma drastico: le case del futuro dicono definitivamente addio ai combustibili fossili. Niente più caldaie a gas o forne...

Un ponte tra passato e futuro

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Tra le antiche mura e i colori della Festa della Ripresa a Massa Lombarda, il passato ha preso vita attraverso chiarine, stendardi e duelli d'epoca. Poi, in mezzo alla piazza, è entrato in scena lui.  Ha il passo lento di chi ascolta l'eco dei secoli, gli occhi curiosi di un adolescente che guarda il mondo con la voglia di interrogarlo e un cappuccio ocra che incornicia un volto sospeso tra realtà e magia.  Si ferma, osserva la folla, le armature, i gesti antichi ripetuti con cura. E mentre intorno la festa esplode tra i rullanti e il vento che muove le bandiere, nella sua mente si accende un pensiero che supera i confini del tempo: ma tra centinaia di anni, qualcuno si ricorderà ancora di chi siamo stati e di queste storie? La memoria vive nei gesti di chi sceglie di custodirla, affidando il nostro domani alle radici di ieri. Esercizio creativo per i lettori E tu, quale futuro lascerai? Il tempo scorre e si rinnova attraverso gli occhi di c...

Incontri inattesi: cosa può mai essere?

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Ti è mai capitato di guardare sotto la superficie dell'acqua e imbatterti in qualcosa di così insolito da sembrare uscito da un dipinto? È la sensazione che si prova davanti allo scatto di ieri, realizzato a Marina di Ravenna: una creatura dal cappello vellutato, con un centro che sembra un tuorlo d'uovo e un bordo che ricorda una cialda dorata. Se è la prima volta che la vedi e ti stai chiedendo di cosa si tratti, lasciati accompagnare alla scoperta di questo affascinante ospite dei nostri fondali. La storia del giorno Un balletto nel blu Il sole stava appena iniziando a scaldare l'acqua quando i tre subacquei del gruppo scesero lungo il cavo d'ancoraggio, aspettandosi la solita, tranquilla immersione tra i banchi di pesce azzurro. Ma il mare aveva in serbo per loro una sorpresa ben più affascinante. A pochi metri dalla superficie, un bagliore dorato danzava tra i raggi solari. Quando i sub misero a fuoco, rimasero senza fiato, non avevano mai visto nulla d...

50 anni di Festa della Ripresa: Massa Lombarda riscopre le sue radici rinascimentali

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Eccomi da voi, cari lettori. Ieri vi ho lasciati con una domanda: "Riuscirete a indovinare quale angolo di storia si sta celebrando?" Spero che siate stati in tanti a indovinarlo... comunque, oggi vi svelo il segreto... Ci sono ricorrenze capaci di attraversare il tempo, stringendo una comunità attorno all'essenza più autentica delle propria storia. Quest’anno, a Massa Lombarda, la Festa della Ripresa e il Palio del Timone compiono cinquant'anni. La festa è nata nel 1976 nel cortile dell’Oratorio San Paolo come un semplice momento di ritrovo per il paese, e oggi festeggia le sue nozze d’oro. Per questa occasione speciale, c'è un grande regalo per tutti: torna la rievocazione storica in costume.Indossare di nuovo gli abiti d'epoca ci riporta dritti al Rinascimento, nel periodo di Francesco d'Este (1516-1578).  Sotto la sua guida, Massa Lombarda ha vissuto un momento di grande splendore, ottenendo autonomie importanti e il permesso di battere ...